domenica 26 aprile 2020

Scatti speciali


Qualche mese fa i professori Spataro e Barresi ci hanno inviato un articolo sul laboratorio fotografico avviato con i ragazzi durante il primo quadrimestre. Avremmo dovuto pubblicare anche il video che avevano prodotto, ma purtroppo a causa di problemi tecnici non era stato possibile. Lo facciamo ora, invitandovi ad apprezzare insieme a noi le bellissime foto scattate dagli alunni che hanno partecipato al corso. Oggi, alla luce di quanto è successo nel frattempo, sono in grado di restituirci un’atmosfera speciale.

                                                                                          La redazione 
                                                      (Per la rubrica "La scuola siamo noi!")

                                                                                                             

No agli sprechi alimentari

  Ogni anno viene sprecato molto cibo e questo è un danno per l’uomo, ma anche per l’ambiente. Purtroppo, mentre ci sono molte persone che si possono permettere economicamente di mangiare, sprecare e buttare cibo nella spazzatura, ci sono migliaia di famiglie che non si possono permettere di apparecchiare la tavola e mangiare. Spesso succede che andiamo al supermercato, compriamo del cibo che non viene consumato e successivamente si butta perché fa la muffa o perché scade, oppure che vengono acquistate leccornie invece di cibo nutriente. Tutti dovremmo cominciare a riflettere su questo argomento, cambiare abitudini sia per una più sana alimentazione ma anche per una vera e propria educazione contro lo spreco. Basta poco per ridurre gli sprechi e per farlo è fondamentale evitare le cattive abitudini, impegnarsi un po'e usare degli accorgimenti.
Intanto bisognerebbe cominciare dal supermercato, cioè comprare la giusta quantità di spesa, visto che spesso si ha l’abitudine di comprare scorte di cibo che poi non verranno consumate per la scadenza o perché sono conservate male e diventano “brutte”. È fondamentale avere un'educazione alimentare corretta non solo per il tipo e la quantità di cibo da consumare ogni giorno, perciò per una questione di salute, ma anche a livello morale, cioè intendo dire che bisogna educare i bambini capricciosi che non mangiano il cibo offerto dai genitori a mangiare tutto ed evitare gli sprechi anche nel rispetto di quei bambini che muoiono di fame. 
Le immagini degli scaffali vuoti in alcuni supermercati subito dopo la scoperta dei primi casi in Italia di Covid-19, la malattia causata dal nuovo Coronavirus, mi sono rimaste impresse in mente. Moltissime persone, anche a Palermo, per paura di non trovare tanti prodotti alimentari, sono andate nei supermercati per fare scorte, o meglio a svuotare gli scaffali. Alla preoccupazione della pandemia si aggiunge il rischio di non riuscire a consumare il cibo in tempo. Per fortuna molte associazioni stanno pubblicizzando il Banco Alimentare per informare la popolazione che aiutando chi è meno fortunato di noi, si contribuisce anche a non sprecare cibo.  Molti commercianti hanno donato molti alimenti a Biagio Conte, alle chiese e a tante associazioni che aiutano i poveri. È importante ricordare che anche una briciola di cibo è preziosa e non deve essere sprecata.   
Ognuno di noi può dare un piccolo contributo, per evitare gli sprechi basta volerlo.


                                                                                                         Sophia Mannino, III N
                                                                             (Per la rubrica "Una finestra sul mondo!")

25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE!


“Avevamo vissuto la guerra, e noi più giovani –che avevamo fatto appena in tempo a fare il partigiano- non ce ne sentivamo schiacciati, vinti, bruciati, ma vincitori, spinti dalla carica propulsiva della battaglia appena conclusa, depositari esclusivi di una sua eredità. (…) L’essere usciti da un’esperienza –guerra, guerra civile- che non aveva risparmiato nessuno, stabiliva un’immediatezza di comunicazione tra lo scrittore e il suo pubblico. (…) La rinata libertà di parlare fu per la gente al principio smania di raccontare: nei treni che riprendevano a funzionare, gremiti di persone e pacchi di farina e bidoni d’olio, ogni passeggero raccontava agli sconosciuti le vicissitudini che gli erano occorse, e così ogni avventore ai tavoli delle mense del popolo, ogni donna nelle code ai negozi; il grigiore delle vite quotidiane sembrava cosa d’altre epoche; ci muovevamo in un multicolore universo di storie.”
Così scriveva Italo Calvino nella prefazione del suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, incentrato sulla Resistenza, a testimonianza dello spirito costruttivo e del nuovo senso della vita che animava l’Italia del secondo dopoguerra. In occasione della Festa della Liberazione, riprendiamo le sue parole, con l’auspicio che anche noi, nei prossimi mesi, possiamo vivere in un clima di rinnovata fiducia.  

                                                                                                La redazione

venerdì 17 aprile 2020

"Volare mi fa paura..." "Quando succederà, io sarò accanto a te."



Ieri, tra le numerose vittime del coronavirus, è  andato via anche uno scrittore a noi molto caro, Luis Sepulveda.
Negli ultimi decenni, insieme ai loro insegnanti, generazioni di scolari hanno imparato attraverso le corde poetiche e delicatissime dei suoi racconti la gentilezza, la solidarietà, il rispetto per gli altri, l'amore per la natura, l’altruismo, l’amicizia.
Il suo sguardo sul mondo, leggero e incantato ma spietato e acuto al tempo stesso, è diventato un po’ anche il nostro sguardo e, adesso che non c’è più, ci mancherà.
Lo salutiamo con l’augurio che ancora tanti ragazzi possano trascorrere in compagnia di Kengah, di Zorba, delle lumache del Paese del Dente di Leone, del popolo dei Mapuche, della balena bianca e di tutti gli altri personaggi creati dalla sua penna, ore liete e proficue.
La redazione
(Per la rubrica "Una finestra sul mondo")

“Sei una gabbiana. Su questo lo scimpanzé ha ragione, ma solo su questo. Ti vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo bene perché sei una gabbiana, una bella gabbiana. Non ti abbiamo contraddetto quando ti abbiamo sentito stridere che eri un gatto, perché ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa. Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te sì. Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall’uovo. Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto. Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo. Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare.”

(Luis Sepulveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare)

mercoledì 8 aprile 2020

Cari Lettori...


Cari Lettori, 

in occasione dell’inizio della Settimana Santa di quest'anno così singolare per tutti, vogliamo fare nostre alcune riflessioni tratte dall’omelia pronunciata da Papa Francesco in occasione della Benedizione Urbi et Orbi del 27 marzo:
“Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.(…)
Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi”.

Auguri di una serena Pasqua a tutti!
La redazione